Itinerari Escursioni Isola d’Elba

Itinerari Escursioni Isola d'Elba

Elbarent propone le migliori escursioni e i migliori itinerari per scoprire la fantastica isola d'Elba
Trekking Volterraio: NIDI D’AQUILA
Punto di partenza: Rio nell'Elba (178 m s.l.m.);
Punto di arrivo: Rio nell'Elba.
Lunghezza: 12.8 km. Grado di difficoltà: medio; Dislivello: m.610;
Quota max: Cima del Monte (516 m); 
Tipo di terreno: 5.2 km asfalto 7.6 Km sentiero;
Interesse: storico, archeologico e panoramico


Dalla piazza di Rio nell’Elba una rapida stradina che inizialmente attraversa l’abitato ci porta in breve in loc. Le Panche (327m, spiazzo con tavolini da picnic) dove c’immettiamo su una strada asfaltata, molto panoramica, che conduce in circa 2 km alle pendici del Volterraio. Qui un sentiero in salita, tagliato nella macchia mediterranea e poi sulla nuda roccia, raggiunge (circa 40 minuti) il maestoso castello (394m) costruito in epoca pisana per salvaguardare le popolazioni del versante orientale dai frequenti attacchi dei pirati. Postazione di vedetta contro gli assalti dal mare e rifugio in caso di aggressione, il castello del Volterraio è perfettamente integrato con l’impervia roccia sottostante e domina il versante nord dell’isola. Arrivati in cima scopriamo che il tempo ha inflitto segni indelebili, eppure il fascino di questo fortilizio è intatto: le mura di cinta, la scala d’accesso al ponte levatoio, il cammino di ronda con la garitta, la torre quadrata, stanze e volte, i resti di un forno, pozzi e cisterne, depositi e sotterranei, merli e feritoie. Il sentiero ci riporta sulla strada asfaltata che percorriamo per circa 4 km (bivio a sinistra) fino alla deliziosa chiesa romanica di Santo Stefano alle Trane, del XII secolo. Fiancheggiando le antiche fornaci della calce saliamo con un viottolo fino al sentiero principale, che prosegue in cresta congiungendo le vette del versante orientale. Noi ci dirigiamo a nord, sul crinale, con uno straordinario panorama che abbraccia il golfo di Portoferraio, la piana agricola di Magazzini e a sud Porto Azzurro e la parte orientale del Monte Calamita. Arrivati a Monte Castello (390 m ), che domina la silenziosa valle del Monserrato e l’omonimo suggestivo santuario dedicato alla Madonna spagnola, continuiamo fino alla Cima del Monte con vista stupenda a 360° su Rio Elba, le miniere, i cantieri abbandonati, la Torre del Giogo, l’imponente Volterraio, la spiaggia di Barbarossa e Porto Azzurro. La discesa, ripida e veloce, ci riporta a Le Panche e alla quiete di Rio nell’Elba.
Punto di partenza: Marciana (408 m. s.l.m.);
Punto di arrivo:  Pomonte
Lunghezza: 15.8 km;
Grado di difficoltà: medio;
Dislivello: m.610;
Quota max: Monte Capanne;
Tipo di terreno: sentieri e mulattiere;
Interesse: storico, naturalistico e geologico.


Dalla medievale Marciana, il paese più alto dell’Elba, arrampicato sul costone nord del massiccio granitico del Monte Capanne, per stretti vicoli raggiungiamo la fortezza costruita intorno al 1200, prima di immetterci sull’agevole sentiero che attraversa la verde valle di Pedalta fino al romitorio di San Cerbone (531m), costruito dai Benedettini nel 1421 nei pressi della grotta dove l’eremita si ritirò nell’ultimo periodo della sua vita. L’ascesa al Capanne, la vetta più alta dell’isola, inizia lungo un sentiero sotto i castagni, dove è possibile incontrare i daini, per proseguire attraverso ripidi “macei” (franate di grossi lastroni di granito) tra i lecci, dove è facile smarrire il sentiero. A circa 40 minuti di cammino dal romitorio s’incontra un “caprile”, rifugio in pietra dei vecchi pastori, e un “chiuso” (recinto per il bestiame), poi il sentiero diventa più panoramico e dominando la rigogliosa valle della Nivera raggiunge la vetta del Monte Capanne: nelle giornate più terse l’impagabile vista sull’Elba intera, le altre isole dell’arcipelago, la Corsica e buona parte della costa toscana ripaga senz’altro della fatica compiuta. Scesi rapidamente alle Filicaie (870m), un piccolo altopiano a metà tra il Capanne e il monte Calanche, si prosegue verso i rifugi sottoroccia al colle della Grottaccia (647m) attraversando la brulla dorsale del Cenno, dove i mufloni vivono indisturbati sotto l’occhio vigile di poiane e falchi pellegrini, fino all’antico villaggio in pietra delle Mure (631m), la più grande fortificazione d’altura all’Elba. Il villaggio, abitato da popolazione Villanoviane, fu distrutto nel 453a.C. dai Siracusani e mai più ricostruito. Della struttura originaria rimangono buona parte della cinta muraria e numerosi sassi lavorati, riutilizzati in epoche successive dai pastori per costruire caprili e chiusi. La discesa prosegue nella valle del Poio, solcata da un torrente ricco d’acqua anche durante l’estate, in un suggestivo rincorrersi di cascatelle e laghetti. Questa grande valle che sovrasta Pomonte, nel corso dei secoli è stata interamente terrazzata dal mare fino a 640 metri d’altezza e coltivata a vigneti, oggi in buona parte abbandonati ma ugualmente testimoni delle immani fatiche dei contadini elbani. Il nostro itinerario termina a Pomonte tra la bianche casette affacciate su un mare da favola.

Itinerari per Escursioni in Mountain Bike sull’Isola d'Elba

Gran Fondo Elba Ovest in mountain bike Isola d’ Elba
Punto di partenza: Marina di Campo (s.l.m.);
Punto di arrivo: Marina di Campo;
Lunghezza: 55 km;
Grado di difficoltà: impegnativo;
Dislivello complessivo: m.1645;
Quota max: Monte Maolo (749 m);
Tipo di terreno: asfalto,sentiero, piste forestali  fondo compatto;
Interesse: naturalistico e panoramico


Dal lungo mare di Marina di Campo, attraversata la pineta prendiamo la provinciale per Portoferraio e giriamo subito a sinistra seguendo le indicazioni per S. Ilario. La strada asfaltata sale con tornanti al quieto paesino , superato il quale la carrozzabile s’inerpica rapidamente a destra fino ai 630 m. del Monte Perone (lungo il percorso: torre e chiesa romanica di San Giovanni, recentemente restaurate). Da qui un sentiero tecnico e panoramico sale fino a Monte Maolo, prosegue per Masso alla Quata (744m.) e con una discesa a tornanti ci porta ai 600 m. del Castagnone, dove una pista forestale raggiunge l’arioso altopiano delle Piane del Canale. Qui ci inseriamo in un bellissimo sentiero, circondato da una bassa macchia mediterranea generosa di colori e profumi, che scende verso il golfo di Campo regalando l’impagabile sensazione di tuffarsi nel blu intenso del mare. Il sentiero termina nei pressi delle cave di granito di S. Piero (ancora attive), dove abili scalpellini mantengono in vita una millenaria tradizione isolana. Assaggiato il tipico pane di patate sanpierese, la strada asfaltata, o in alternativa un ripido viottolo, riconducono a Marina di Campo. Abbiamo percorso una ventina di Km e ormai le maggiori difficoltà altimetriche sono alle spalle . Circa 4 Km. in pianura e su asfalto (direzione Portoferraio) ci portano  poco prima di Procchio , ad un bivio a destra (indicazione Literno) Si sale in una valletta lungo un ombreggiato sterrato che in 4,5 Km. conduce ai 365 m. di monte San Martino, prima di scendere rapidamente verso le cave di Colle Reciso (327 ). Dopo aver attraversato la provinciale per Lacona continuiamo su sterrato verso Monte Orello con una stupenda visuale di Portoferraio e le sue fortificazioni medicee. Monte Orello (377 m.) è un vero dedalo di stradine e sentieri ma noi proseguiamo sulla pista forestale principale e dopo aver scollinato iniziamo la fantastica e panoramica discesa verso il bianco arenile di Lacona. Di nuovo 3 Km. asfalto (direzione Marina di Campo), poi bivio a sinistra per Laconella. Lo sterrato si inerpica fino ai 377 m. di Monte Tambone, ultima fatica del nostro giro, intervallando strappi e falsi piani. La strada bianca ora scende ripida ma agevole fin sopra il golfo di Fonza, poi in loc. Costa di Segagnana imbocchiamo un sentiero di un Km. che ci riporta sulla pista ciclabile di Marina di Campo.
Monte Perone in mountain bike Isola d’ Elba

Tipologia: 30% su asfalto; 70% su sterrato;
KM : 17 circa;
Durata: 2 ore e 30 minuti ;
Difficoltà: massima;
Data la morfologia della zona , questa escursione è particolarmente indicata per bikers allenati.


200 metri dopo l’accesso alla splendida spiaggia della Paolina lungo la strada Provinciale per Marciana Marina con un’ampia curva si imbocca la strada sterrata che si trova sulla sinistra attraverso la quale si giunge in località Redinoce, dove campeggia un piccolo gruppo di case; procedendo, si toccano le località Campobagnolo e Lavacchio (dove il paesaggio è dominato dai castagni) e una volta superato il ristorante “da Luigi”, si svolta a sinistra prendendo il sentiero contrassegnato dal numero 43. Questo sentiero si addentra in un bellissimo bosco di castagno e continua poi attraverso un bosco di corbezzolo e leccio su per una ripida salita, molto tecnica, a tratti da percorrere a piedi. Al termine del sentiero si giunge sulla strada asfaltata che mette in comunicazione Poggio con Sant’Ilario, e si procede verso sinistra: in salita si raggiunge il sentiero panoramico del Monte Perone ( mt. 630 s.l.m.) da dove, immersi in una fresca pineta è possibile ammirare il lungo tratto di costa che va da Marina di Campo fino alla Costa dei Gabbiani. Dal piazzale del Monte Perone si comincia a scendere (è questo un tratto abbastanza tecnico) attraverso la strada sterrata n.5 che, costeggiando Fosso Campotondo, porta a Sant’Ilario (mt. 207 s.l.m.) si giunge ad un bivio: prendendo a sinistra (a destra si arriva al centro abitato) si percorre una strada sterrata e, dopo circa km 1,5 , si trova una deviazione sulla sinistra attraverso la quale, dopo alcuni saliscendi, si ritorna in loc. Redinoce. Volendo, giunti alla deviazione, anziché girare a sinistra si può seguire la strada e giungere dopo circa mezzo chilometro in prossimità di M. Castello, sulla cui sommità sono ancora visibili i resti di un’antica fortificazione etrusca.

Oltre al Mare all'isola d'Elba

Elba Terme di San Giovanni: UNA VACANZA ALL'INSEGNA DEL BENESSERE



Le terme di S. Giovanni, davanti al golfo di Portoferraio, sorgono su un bacino palustre di 5 ettari, da cui si estrae un limo ad alto potenziale terapeutico che fa di questo moderno impianto termale l’unico e grande Centro Talassoterapeutico del Mediterraneo occidentale.
I FANGHI DEL BENESSERE I Romani, che dopo i Liguri e gli Etruschi dominarono l’Elba per secoli, furono tra i primi ad intuire gli effetti benefici e salutari delle cure termali. Nell’antichità, il segno della romanizzazione era costituito proprio dalla presenza dei bagni pubblici, dove donne e uomini, in fasce orarie diverse, potevano usufruire di bagno e sauna. Portoferraio, la romana Fabricia, divenne grande soprattutto in Età Augustea, quando i potenti di Roma la prescelsero costruendovi le ville dove la famiglia imperiale e la corte venivano a riposare e dove spesso erano confinati i personaggi sgraditi all’Imperatore. Resti di ville di notevoli dimensioni, sulle quali continua ad aleggiare la leggendaria storia d’amore della principessa Alba, sono ancor oggi visibili sul promontorio delle Grotte e alla Linguella, nella punta estrema del porto mediceo dove regna la torre ottagonale del Martello, l’antico bagno penale. Al Centro, a circa mille metri dal golfo, davanti ad una distesa azzurra regno di aironi e gabbiani, sorgono, su di un bacino termale di 5 ettari, circondate da un meraviglioso parco di eucalipti, le Terme di S. Giovanni, Centro talassoterapico tra i più importanti del Mediterraneo occidentale. Superato il vialone d’ingresso, il visitatore deve solo lasciarsi guidare dall’intenso profumo degli alberi che avvolge tutta l’area, una delle ultime zone umide dell’isola. Pieno di sole, di rena e d’erba risecca, il parco delle Terme ti accompagna fino al mare: una laguna dove il silenzio è sovrano e forte è l’odore del salmastro, delle alghe e delle resine. Un’incantevole oasi naturale, resa ancora più suggestiva in lontananza dalle maestose linee del Falcone, della Stella e della Linguella, le fortificazioni di Cosmopoli, città eretta nel 1548 da Cosimo de’ Medici. Il prezioso fango marino di S. Giovanni – dove si praticano bagni di acqua di mare (talassoterapia), talvolta associati ai bagni di fango (fangoterapia) – è classificato ad alto potenziale scientifico, tanto da risultare, con quelli di Cervia e di Margherita di Savoia, tra i primi tre del Paese. Il parco delle terme gode di un fascino particolare. Consente di abbinare al trattamento terapeutico ore di piacevole e confortevole relax. Un angolo di natura incontaminato che suoni, colori, profumi e l’aria stessa rendono un vero e proprio toccasana per chi desidera ritemprare mente, spirito e corpo. Anche nelle ore più calde, a pelo d’acqua, con un po’ di pazienza può capitare di ammirare ad occhio nudo le planate di garzette e cormorani ed i saltelli piumati degli aironi cinerini che spesso si calano costeggiando la laguna ricchissima di plancton, in cerca di cibo. Lo spettacolo che si apre all’occhio e’ emozionante. A levante il ventre obeso di Monte Grosso. A sinistra la marina di Punta della Rena, solitario paradiso di gabbiani e uccelli di passo, ombreggiate da basse e nodose tamerici. Al centro un panno di mare.
Un limo unico in tutta Europa




La talassoterapia ed i bagni di limo costituiscono una combinazione miracolosa per il trattamento dell’artrosi e dei reumatismi. L’elevato valore terapeutico di questa associazione, unica in tutta Europa è costituito dalla qualità del fango marino estratto, ricco di iodio e zolfo organico, principi attivi incorporati nel corso dei secoli durante l’attività delle saline. Un limo simile al “liman” del Mar Nero, ma più ricco di ferro e per queste ragioni utilizzato, prima del suo impiego a scopi termali, per curare i cavalli da corsa portatori di gonfiori e dolori agli arti. Fu questa constatazione che, nel 1957, spinse alcuni medici a studiare questo particolare peloide, arricchito nella sua azione contro l’artrite, l’acne e la psoriasi dallo zolfo e dallo iodio organico contenuto in alcune piante ed alghe marine – la Zoostera marina e la Caulerpa – che si nutrono dello stesso limo. Lo stabilimento, diretto dal Dott. Ernesto Somigli, è suddiviso in reparto termale e fisioterapico, dotato di stanze per consulenze specialistiche in Cardiologia, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Dietologia, Terapia del dolore. L’assistenza medica giornaliera è assicurata dal Direttore Sanitario, specialista in Idrologia Medica e malattie dell’apparato respiratorio e da un medico termale, specialista in Otorinolaringoiatria ed in Idrologia Medica. Il reparto di Fisioterapia e’ diretto da un Medico specialista in Terapia Fisica, che si avvale della collaborazione di un fisioterapista. Le terme dispongono di un ampio parcheggio privato e sono convenzionate con hotel a 3 e 4 stelle.
 
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